Melone

Dubbi atroci

È ancora presto per fare qualsiasi valutazione sulla prima intifada egiziana. Tuttavia, uno dei risultati già acquisiti mi sembra sia quello di aver instillato dubbi atroci nell’opinione pubblica americana sulla politica estera del proprio paese.

Le proteste che hanno preceduto quelle del Cairo erano molto più semplici da decodificare: quella iraniana? Very good indeed! Perché i manifestanti (tutti fan incalliti di Voltaire) protestavano contro un regime teocratico. Quella tunisina? Very good! Perché il popolo ha spodestato un dittatore di lungo corso come Ben Ali con una sommossa rigorosamente “Islamist free” (sempre secondo loro, infatti Rachid Ghannouchi è appena rientrato in patria salutato da migliaia di persone).

Con l’Egitto la confusione regna sovrana: perché gli egiziani odiano l’uomo che per 30 anni ha garantito stabilità politica e crescita economica al proprio paese e all’intera regione? E soprattutto, che ci fanno i Fratelli Musulmani lì in mezzo? Non sono i cattivi quelli? Perché gli altri gruppi, El Baradei in primis, accettano la loro partecipazione? Ma è democrazia questa? Staranno sicuramente tramando qualcosa, aspettano il momento giusto per applicare la lezione di quel barbuto iraniano del ’79. Not so good! In fact, potentially bad!

Spiazzata da questa peculiare concezione di democrazia -inspiegabilmente lontana dagli interessi americani nella regione e vicina ai soggetti politici del proprio paese- l’intelligentsia a stelle e strisce si domanda: abbiamo forse sbagliato qualcosa? Un dubbio atroce che attanaglia un po’ tutti, financo i gruppi conservatori del paese. Su Salon.com Alex Pareene firma un bellissimo pezzo in cui accusa gli americani, ed i mainstream media in particolare, di “narcisismo”.

E il dibattito si fa ancora più acceso sul versante conservatore. Non c’è solo chi definisce la Freedom Agenda un “disastro”, isolando ulteriormente quei pochi kamikaze dediti all’apologìa della dottrina Bush. C’è anche chi formula giudizi ben più severi sulla visione politica della corrente neocon che, secondo Jack Ross, sarebbe animata da un leggero “disprezzo” nei confronti delle “popolazioni di colore”. Fuochino, ragazzi, fuochino: la parola esatta è imperialismo. Sarebbe ora di cominciare ad usarla.

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Questa voce è stata pubblicata il 01/02/2011 da in Commenti, Fuffa Connection con tag , , , , , , .

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