Melone

Tardo Nano Evo*

[Sottotitolo provvisorio: Appunti per un’operetta surreale dal finale tragicamente aperto.]

Il lider minimo torna al potere dopo un breve periodo passato all’opposizione. Durante il giorno schiva processi,  fa l’uomo-immagine per il suo governo e demonizza il suo avversario, sia esso mediatico, politico o giudiziario. (In seguito si capirà anche cosa fa di notte, ma quella è un’altra storia). Si scopre che c’è una montagna di rifiuti da spostare. Il nostro va lì e la spazzatura scompare. Arriva una dura crisi economica, ma lui si mostra ottimista. Un terremoto devasta una zona del paese provocando migliaia di vittime: dopo qualche mese consegna loro qualche casa.

Intanto la crisi comincia a mordere e, nonostante il suo ottimismo, la gente comincia a protestare: studenti, insegnanti, impiegati e operai. Il lider minimo dice che è una manovra dell’opposizione. Succedono anche altre cose: strane storie di ricatti, omicidi, intercettazioni e registrazioni compromettenti. Il nostro parla di complotto, di un network di giornali, giornalisti, imprenditori, intellettuali, artisti che lo denigrano costantemente. E poi ci sono i giudici che lo perseguitano con i processi, tanti processi. Ci sono le proteste, che continuano a crescere così come il conflitto sociale. Si moltiplicano gli episodi di violenza e discriminazione di genere, etnìa, religione e nazionalità. Nascono movimenti politici nuovi, mentre altri  rispolverano gli estremismi del passato. Alcuni pentiti di un’organizzazione criminale, poi, fanno il nome del lider minimo durante un’udienza processuale. Secondo la deposizione lui e il suo braccio destro sarebbero implicati in reati finanziari e stragi. Il nostro ripete che una parte esigua ma influente del paese lo odia, ribadisce l’ipotesi di complotto e parla di guerra civile.

Il lider minimo cerca conforto nel calore del suo popolo, e decide di concedersi un bagno di folla nella piazza principale della sua città natale. Durante il suo discorso, un gruppo di presenti lo contesta, lui risponde per le rime e alla fine, mentre il nostro firma autografi, uno squilibrato si fa spazio tra la folla e gli lancia un oggetto che lo colpisce in pieno volto: denti rotti e sangue dappertutto. Prima sembra un animale furente, poi ferito, infine anziano. Viene subito portato in ospedale e inizia il dibattito politico. Tutti condannano l’atto di violenza e le voci dissonanti vengono attaccate fuori e dentro il parlamento. Alcuni giornalisti e politici vengono accusati di essere i mandanti morali dell’attentato. I ministri innalzano il livello di controllo sociale: si propone di filtrare i media e regolamentare manifestazioni e cortei. Il lider minimo, nel frattempo, torna a parlare al suo popolo dal letto d’ospedale, ma non dal vivo. Un’immagine eterea della sua persona parla di amore e odio. E della vittoria del primo sul secondo. Significa che quando torna sono cazzi.

[To be continued]

*Ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti è puramente casuale.

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Questa voce è stata pubblicata il 16/12/2009 da in Senza link con tag , .

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