Melone

Ultrasemplificatori di realtà complesse

Rubo una felice intuizione di 30secondi: questa è un’invettiva scomposta. Sono giorni che leggo baggianate e sento l’impellente necessità di sfogarmi perché davvero la misura è colma. Premessa: molte citazioni non avranno link poiché certi personaggi non meritano alcun tipo di credito.

Sull’affaire Wikileaks*, il solito gruppetto di very opinionated bloggers da giorni ripete come un mantra che no, Wikileaks non dice nulla di nuovo, è insignificante. Eppure da giorni quelle stesse teste pensanti non solo non fanno altro che commentare la suddetta fuffa, ma si premurano di criminalizzare e/o ridicolizzare chi la produce. Assange viene descritto come un egomaniaco un po’ invasato, un irresponsabile, se non addirittura un criminale o un terrorista. Rocca ritiene che i leaks non contengano “nessuna notizia sconvolgente” (30/11/10); secondo Sofri Jr. l’obiettivo di Wikileaks sarebbe quello del terrorismo, “la diffusione della paura” (27/11/10); l’intrepido Meotti, come sempre un’ottava sopra tutti, definisce Wikileaks la “Baaider [sic] Meinhof di Internet” (30/11/10). A questo ahimé ben posizionato pool di ultrasemplificatori di realtà complesse si aggiungono le performances del nostro idiota degli esteri il quale, dopo aver paragonato la morte di qualche migliaio di persone ad una fuga di non-notizie (se la logica non m’inganna), conferma implicitamente che Wikileaks ha fatto incazzare, e parecchio, un bel po’ di persone che hanno poi cominciato a braccarlo (“l’accerchiamento internazionale ha funzionato”). 

Con l’arresto di Assange si è superata la soglia del ridicolo. Si è preso a dire che, insomma, la condotta del tipo non era irreprensibile ma che ad ogni modo il suo arresto non deve essere associato all’operato di Wikileaks. “L’arresto di Assange non è un complotto”, sentenzia Fontana (08/12/10), subito rilanciato da Costa. La Svezia ha emesso un mandato di cattura internazionale per stupro eseguito da Scotland Yard. Lineare, no? Per niente. Mettiamo da parte la sostanza, l’impianto accusatorio, su cui comunque è lecito avere più di un dubbio, e guardiamo la forma. Non si capisce perché il governo americano chieda che un cittadino australiano accusato di stupro in Svezia e arrestato in UK debba essere estradato in America. Di grazia, perché gli americani dovrebbero processare un cittadino australiano accusato di stupro in Svezia? Possiamo ipotizzare, col permesso dei neocon di sinistra, che Wikileaks qualche piede l’ha pestato davvero e che tutto questo bailamme non è nient’altro che una macchina del fango applicata a livello internazionale?

Fosse stato un blogger arabo, iraniano o cinese, staremmo qui a santificare un paladino della libertà di informazione e della democrazia. Ma ormai è evidente che quando i panni sporchi sono quelli del mondo neoliberale i “valori  occidentali” se ne vanno a puttane, di solito a braccetto con la razionalità.

 

* Sui leaks relativi al Medio Oriente, invito a leggere questo thread su 30secondi.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 09/12/2010 da in Commenti, Fuffa Connection con tag , , , , , , , , , , .

Categorie

Archivio

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: