Melone

Algeria, Tunisia ed Egitto salvati da Internet. Ovvio, oppure no.

Nel Magreb il muro dei privilegi è crollato. Algeria, Tunisia ed Egitto salvati da Internet.

Basta. Non se ne può più (video qui).

Il caro Antonio Ferrari ci aveva già deliziati con un’analisi simile, nella quale venivano tessute le lodi della “geometrica potenza di Internet” grazie alla quale “oggi Facebook, Twitter e YouTube potrebbero mettere in crisi definitiva numerosi regimi autoritari”.

Ora – lungi da me l’intenzione di sminuire la “potenza” dei social network o sostenere che gli ultimi siano assolutamente ininfluenti nell’organizzare una qualsivoglia protesta o fare in modo che degli argomenti e/o eventi diventino “virali” – bisogna però cercare di dare il giusto peso ai vari elementi che compongono queste miscele, poiché se ci si lascia prendere la mano dall’entusiasmo, poi si rischia di affermare delle cose che potremmo benevolmente definire come approssimative.

Il nostro, dimenticando di accennare che il governo egiziano ha bloccato l’accesso ad Internet e l’utilizzo degli sms come giustamente riportato qui, afferma che “il muro creato dai privilegi, creato dai soprusi, creato dall’oppressione della gente e la mancanza di diritti umani in tutto il Medio Oriente, in gran parte del Medio Oriente e in quasi tutto il Nord Africa. Questo Muro viene abbattuto con una operazione sicuramente democratica grazie a Internet, grazie ai social network […] quella, diciamo, terapia, sciocca terapia dell’uso e dell’abuso, del masticare il qat, non è più bastata: ci sono i giovani che, appunto chiamati dai social network, stanno dimostrando in piazza, anche loro, la loro rabbia”. Ok, Internet ha grandi potenzialità, ma bisogna anche dire che si stima un mero 15,4% come tasso di penetrazione di Internet in Egitto, a fronte di un tasso di utilizzo esponenzialmente più alto dei telefoni cellulari e della tivù satellitare.

Qui il pericolo è sempre lo stesso, si porta avanti il solito paradigma del determinismo tecnologico. Lo sviluppo di una tecnologia farà sorgere automaticamente, anzi quasi magicamente, sentimenti democratici dando al popolo la forza di ribellarsi contro forze anti-progressive, tutto questo sembra seguire un percorso quasi matematico, poiché ad azione a corrisponde reazione b. Mentre mi sembra che sarebbe più serio interrogarsi riguardo quali siano stati i cambiamenti e/o eventi socio-politici avvenuti in Egitto o in Tunisia nell’ultimo decennio.

Infatti sarebbe molto più responsabile aprire una discussione sulla “ownership” di Internet poiché, ci piaccia o meno, bisogna riconoscere non è una landa di libertà assoluta nella quale geek e non possono raggiungere l’ideale democratico. Internet è anche il terreno sul quale multinazionali si danno battaglia tutti i giorni per acquisire fette sempre maggiori di utenza. Quindi bisognerebbe avviare una seria discussione sui ruoli dei vari ISP, piattaforme e come i vari governi si relazionano ad esse.

A questo punto però si rischia di andare off’-topic, quindi voglio concludere consigliando la lettura di questo articolo (in lingua inglese) che cerca di farci riflettere sul fatto che la rivoluzione tunisina sia stata “umana” e non ispirata dai vari social network, wikileaks, ecc. Segue un tweet sarcastico estrapolato dall’articolo su citato:

Of course Tunisia was a wikileaks and twitter revolution. Just like the commodore 64 overthrew the Shah.

Naturalmente quella tunisina è stata una rivoluzione ispirata da Wikileaks e Twitter. Proprio come il Commodore 64 ha rovesciato lo Scià.

Salvo DR

L’Egitto si ribella a Mubarak. L’Italia pesca una carta e passa il turno.

6 commenti su “Algeria, Tunisia ed Egitto salvati da Internet. Ovvio, oppure no.

  1. Fernanda
    29/01/2011

    Mi vien da pensare che evidentemente per i nostri giornali tutto ciò che è a est del Mediterraneo si può grossolanamente ammucchiare sotto una manciata di etichette stantie. Visto che il paradigma esplicativo del social-network aveva avuto successo due anni fa con la “Rivoluzione Verde” in Iran, avranno ben pensato di riproporcelo anche stavolta.

    • Melone
      30/01/2011

      Ciao Fernanda, benvenuta.

      “Etichette stantìe” è decisamente il termine adatto.

  2. terzogiro
    29/01/2011

    I nostri giornali possono essere da tempo rlevati come le uscite di un morboso di alzheimer. Riportarle e riderne ormai è un semplice atto di impietosa crudeltà.

    • Melone
      30/01/2011

      Quando ci vuole, ci vuole …

      Io guarderei più l’aspetto terapeutico della pratica in questione, ecco.

      Benvenuto anche a te(rzogiro), comunque.

  3. terzogiro
    30/01/2011

    Thnx :D

  4. Pingback: Per una stima dell’impatto di Internet in Tunisia « Mediario

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Questa voce è stata pubblicata il 29/01/2011 da in Commenti con tag , , , , , , , , , .

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