Melone

Libia, ultim’ora …

Non sta andando proprio benissimo, ecco. Anzi, sembra che vada per le lunghe come nei casi precedenti. Che succede? Ce lo spiega un generale della Nato, Fabio Mini, in un’intervista pubblicata ieri da l’Epresso. Il suo discorso, come dire, non si presta a interpretazioni. Cominciamo subito dall’Italia che, secondo Mini, “sarà sconfitta in entrambi i casi e questo è sicuro”.

Lasciamo perdere, andiamo avanti: quanto durerà? Alla faccia della guerra lampo il generale confessa: “[d]oveva finire in un paio di giorni e invece non sarà possibile prevedere quanto durerà”. Bene, anzi male: ancora una volta ci succede di prevedere l’esatto contrario di ciò che poi avviene. Sarà mica il caso di riconsiderare tutto il processo?

Ma lasciamo perdere anche questo e concentriamoci sui motivi, ché sono fondamentali i motivi. Ci dica generale, lei che è esperto, perché siamo lì? Che cosa stiamo facendo? Queste settimane ne abbiamo sentite di tutti i colori. Un bel po’ di gente autorevole ci ha parlato di “intervento umanitario” e “necessità di proteggere i civili”. C’era qualcuno sospettoso a dire il vero, ma la sinistra liberale il ha definiti “prigionieri delle categorie degli anni’50“, “relitti“, a qualcuno facevano persino “schifo“. Lei che dice, generale, quali sono i motivi dietro questo intervento?

Io sono convinto che le ragioni non siano umanitarie o di rimozione del regime di Gheddafi. Si stanno decidendo i nuovi equilibri energetici dell’area nordafricana e degli Stati che la controllano. Gheddafi da parte sua ha sbagliato nel credere di poter sedare la rivolta come fosse un movimento del pane, e questo perché i movimenti sono stati solo un innesco di un procedimento ben più grande [grassetto mio]*. Ci sono in gioco gli interessi delle compagnie energetiche e tutti gli Stati vogliono dire la loro nella nuova spartizione. […] Si può parlare di una “guerra coloniale”, è vero, tenendo questo termine tra virgolette.

‘Azz … un no global alla Nato.

* Per approfondire i meccanismi di questo “innesco”, il sous-chef consiglia il tag Libia della casa.

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Questa voce è stata pubblicata il 24/03/2011 da in Commenti con tag , , , , , .

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