Melone

Arrigoni: dettagli e altre considerazioni

Aggiungo alcuni dettagli utili a contestualizzare l’omicidio di Vittorio Arrigoni. Innanzitutto, si tratta di un evento senza precedenti a Gaza. L’unico caso simile è il sequestro del giornalista della BBC Alan Johnston il 12 marzo del 2007, rilasciato 4 luglio 2007. Abbiamo poi la versione dei fatti secondo DEBKAfile, una rivista di intelligence molto vicina ai servizi segreti israeliani e con una spiccata tendenza alla narrazione hollywoodiana della realtà (Lorf dixit). Cum grano salis, ma questo è, secondo loro, quello che è successo:

I sequestratori hanno firmato l’ultimatum con una sigla, “Brigate Mohammed Bin Moslama ,” mai usata prima dalle cellule qaidiste a Gaza. Poiché Hamas esitava ad accettare le richieste, hanno ucciso la vittima, molto probabilmente tre ore dopo averla catturata. Le foto di Arrigoni rilasciate giovedì lo mostrano in mano ai rapitori, il volto coperto di sangue e gli occhi bendati. Sembra senza vita. L’autopsìa di venerdì mattina ha confermato che [Arrigoni] sarebbe deceduto durante le torture. A quanto pare, i suoi rapitori sospettavano che l’italiano lavorasse in segreto per agenzie occidentali che spiavano le loro operazioni, e lo hanno torturato per estorcergli una confessione. Hanno fotografato il suo corpo e poi hanno dato l’ultimatum a Hamas. Dopo che il suo corpo è stato scoperto in un edificio abbandonato, Hamas ha dichiarato che le forze speciali avevano localizzato il posto dove [Arrigoni] veniva tenuto e che i suoi rapitori avrebbero eliminato l’ostaggio per vanificare l’operazione di salvataggio. La verità è che c’è stata una soffiata anonima alla polizia di Gaza, appena dopo la mezzanotte di giovedì, che dava indicazioni per reperire il corpo.

L’ipotesi della soffiata potrebbe essere plausibile: “alcune fonti residenti nella zona in cui Vittorio sarebbe stato ritrovato da fonti palestinesi ci hanno detto di non aver sentito/visto nulla”, dice Amoona E. Un conflitto a fuoco tra Hamas e sequestratori sembra dunque improbabile.

Oltre ai dubbi di Infopal, riportati nel post precedente, ci sono quelli di un altro attivista di lungo corso, molto vicino ad Arrigoni, Ken O’Keefe. Due anni fa Lee Kaplan, tenutario del sitoweb Stop the ISM, invocò la “rimozione permanente” di Arrigoni e altri membri dell’International Solidarity Movement (vedi anche qui).

Da riepilogare alcuni avvenimenti recenti. L’11 marzo 2011, a Itamar, cinque componenti della famiglia Fogel, di cui 3 bambini, vengono massacrati; le indagini sono state secretate. Il primo aprile 2011, il giudice Richard Goldstone pubblica sul Washington Post una “riconsiderazione” del suo rapporto sui fatti avvenuti durante cast lead; nonostante questa apparente retromarcia, è stato fatto notare che un’inchiesta dell’ONU non viene annullata da un articolo di giornale. I tre co-autori del rapporto hanno peraltro ribadito la validità del rapporto.

Il 4 aprile 2011, Juliano Mer Khamis, attore e attivista israelo-palestinese, viene ucciso da un commando di uomini mascherati nei presso del Freedom Theatre di Jenin. Le indagini sono ora in mano all’Autorità Palestinese che non ha ancora scoperto nulla di definitivo. Alla lista si aggiunge adesso il rapimento e l’uccisione di Arrigoni.

Nel frattempo tornano le bombe a Tel Aviv, per la prima volta dopo il 2008, e anche i razzi Qassam; si pianifica la costruzione di nuovi insediamenti in Cisgiordania, si continua a bombardare Gaza e distruggere villaggi. E questo, purtroppo, potrebbe essere solo un inizio.

[UPDATE] L’agenzia Maan diffonde le dichiarazioni di un leader salafita, Iyad Ash-Shami, secondo cui i gruppi salafiti sarebbero estranei a tutto questo. La fazione salafita At-Tawheed wa Al-Jihad, sempre secondo Maan, ha negato il coinvolgimento  nell’omicidio di Arrigoni, ma lo ha anche definito “un naturale risultato delle politiche governative attuate contro i salafiti”. A Gaza è stato organizzato un funerale simbolico, previsto per le 13.30 di oggi, e alle 4 una manifestazione per chiedere di assicurare gli assissini alla giustizia.

[UPDATE II] ANSA delle 13.31:

Arrigoni, opera nucleo impazzito salafita: (ANSA)- GAZA, 16 APR – Fonti di uno dei gruppi ultraintegralisti salafiti della Striscia di Gaza hanno ammesso la responsabilita’ di una loro cellula ‘fuori controllo’ nel rapimento e l’uccisione di Vittorio Arrigoni. Parlando a nome di ‘al-Tawhid wal-Jihad’, una della fazioni salafite piu’ note di Gaza, hanno pero’ negato che l’azione sia stata ordinata dai vertici del gruppo: ”E’ stata un’iniziativa incomprensibile, compiuta da una cellula impazzita, che contrasta con l’insegnamento dell’Islam e i nostri interessi”.

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Questa voce è stata pubblicata il 15/04/2011 da in Commenti con tag , , , , , , .

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